Campagne

I Comuni di Corcumello(AQ), Palomonte(SA), San Ginesio(MC) e Monteleone di Fermo(FM) ci hanno consentito di sviluppare i primi test per verificare e affinare l’efficacia e la sostenibilità delle metodologie di intervento, al fine di risolvere le criticità, dimostrare la reale utilità di questo processo e promuoverne i risultati. A queste accoglienti comunità e alle loro amministrazioni, Patrimonio in Comune sarà sempre riconoscente e a loro dedicherà tutti i futuri risultati del suo percorso.

Metodologia

La diagnostica per immagini del patrimonio materiale – come in medicina – costituisce un passaggio fondamentale per sviluppare un percorso preventivo, terapeutico e d’intervento. Le nostre campagne si servono delle principali tecnologie di indagine non invasiva e di rappresentazione avanzata. Il passo in più sta nell’aver ottimizzato un flusso di lavoro in grado di ottenere risultati altamente efficienti con una dotazione economica e ottimizzata. La finalità è quella di poter formare équipe locali munite di strumentazione agile e facilmente reperibile, capaci di documentare a fondo e periodicamente tutti i territori a rischio, collaborando con le comunità, con le istituzioni di prossimità e gli enti di tutela.

Le metodologie sono suddivise in tre aree complementari: la Documentazione classica “Stile Alinari” per utilizzi archivistici e divulgativi, la Diagnostica per lo studio materico e la Navigazione Avanzata per la fruizione e l’analisi integrata dei dati.

Documentarismo “Alinari”

Lo Stile Alinari rappresenta il primo e più sistematico approccio italiano – il primo codificato nella storia – alla documentazione fotografica dell’architettura e delle opere d’arte. Sviluppato a partire dal 1852, il metodo combina rigore scientifico, coerenza visiva e una duplice missione: conservare la memoria e sensibilizzare il pubblico. Questa è in assoluto la radice culturale e operativa da cui muove il nostro intero progetto, la sua etica, le sue preoccupazioni e le sue speranze. Pensiamo la nascita di questo archivio come a un “Alinari del Rischio“, dove la coerenza dello stile visivo non serve solo all’estetica, ma alla comparabilità scientifica dei dati nel tempo, diventando prova imprescindibile per diagnosi, progettazione di interventi e richieste di finanziamento.

Princìpi fondamentali di questo approccio sono:

  • Principio Alinari: Applicazione al Patrimonio a Rischio.
  • Documentazione sistematica: Creare campagne fotografiche ripetute negli stessi punti, per monitorare l’evoluzione del degrado, delle lesioni sismiche o dell’abbandono.
  • Rigore tecnico e Coerenza: Utilizzare sempre gli stessi punti di ripresa, angolazioni e condizioni di luce per ottenere immagini confrontabili scientificamente nel tempo.
  • Duplice finalità: Produrre immagini che siano sia documenti tecnici per esperti e soprintendenze, sia strumenti di comunicazione efficaci per sensibilizzare la comunità e le istituzioni.
  • Contestualizzazione: Fotografare i monumenti o i centri storici non come soggetti isolati, ma nel loro rapporto con il territorio circostante, evidenziando i rischi idrogeologici o lo spopolamento.
  • Costruzione di una narrazione: Utilizzare le immagini per raccontare visivamente la trasformazione di un luogo, il suo valore e la sua fragilità, costruendo un archivio che è anche una storia collettiva.

Diagnostica

Questi strumenti diagnostici rivelano dettagli invisibili all’occhio umano, fondamentali per lo studio, la conservazione e il restauro:

  • Riflettografia IR (Infrarosso): Ripresa nello spettro infrarosso che penetra gli strati superficiali di pitture e manoscritti, rivelando disegni preparatori, pentimenti e scritte sottostanti.
  • Falso Colore IR: Composizione che combina i dati dell’infrarosso e del visibile per creare mappe cromatiche distorte ma altamente informative, utili per distinguere materiali e pigmenti simili tra loro.
  • Fluorescenza UV (Ultravioletto): Tecnica che sfrutta l’emissione luminosa di alcuni materiali sotto luce ultravioletta. Evidenzia ritocchi, vernici alterate, depositi organici e differenze nella composizione chimica superficiale.
  • RTI (Reflectance Transformation Imaging): Sistema fotografico computazionale che permette di interagire digitalmente con la luce su un oggetto, esaltando al massimo i dettagli micro-superficiali come incisioni, grafemi, segni di lavorazione o usura.
  • Fotografia Macro: Ripresa ad altissimo ingrandimento per documentare e analizzare minuziosamente dettagli materici, craquelure, micro-degradazioni e la tessitura di un supporto.

Navigazione Avanzata

Metodologie per la gestione, l’esplorazione e la diffusione ad alta definizione dei beni culturali, in formati immersivi e interattivi:

  • Immagini HD (Alta Definizione): Riprese gigapixel che consentono una navigazione approfondita nell’opera, permettendo di osservare dettagli al di là di quanto visibile dal vivo, direttamente dal browser web.
  • Modelli 3D: Ricostruzioni digitali tridimensionali di oggetti, sculture o architetture. Sono strumenti dinamici per l’analisi morfologica, la divulgazione e la creazione di repliche fisiche attraverso la stampa 3D. Possono essere realizzati anche tramite riprese da drone per la documentazione di facciate, siti archeologici e aree inaccessibili.
  • Virtual Tour: Un attraversamento virtuale dello spazio e del tempo. Più di una semplice visita a 360°, è un ipertesto visivo interattivo che permette di esplorare ambienti (musei, siti, chiese) approfondendo in tempo reale i contenuti attraverso punti informativi, collegamenti e integrazioni multimediali, creando un’esperienza narrativa personalizzata.

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